Economia circolare

Per la gestione del materiale di scavo sono state adottate soluzioni compatibili con l’ambiente in un’ottica di economia circolare.

Gli scavi delle montagne necessari per realizzare le gallerie del Terzo Valico hanno comportato la produzione di una quantità importante di materiali di scavo, per i quali è stata studiata e utilizzata una gestione sostenibile finalizzata prevalentemente al riutilizzo della risorsa nell'ambito di progetti di riqualifica ambientale di siti di cava dismessi.

Soluzioni innovative sono state progettate ed attuate per il trasporto del materiale da scavo, ad esempio presso il cantiere di Cravasco, per gestire il 1.000.000 di metri cubi di materiali scavati, è stato realizzato un sistema di nastri trasportatori lungo 2 chilometri in grado di trasportare fino a 800 tonnellate l’ora di materiale. Un viaggio in parte spettacolare perché, proprio per via delle caratteristiche montuose del territorio, un tratto di 260 metri è stato coperto con un flying belt, un nastro sospeso nel vuoto ad un’altezza di 9 metri dal suolo che consente il collegamento diretto tra l’area di cantiere e la cava.

Il trasporto per mezzo del nastro consente di eliminare il trasporto su gomma,riducendo le interferenze con la viabilità locale ed azzerando le emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti.

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I Siti di deposito

Ogni cantiere conferisce il materiale da scavo presso i siti di deposito a servizio esclusivo dell'Opera. L’organizzazione di questi è strutturata per rispondere alle esigenze di sostenibilità.

Un esempio concreto è il sito di Romanellotta, utilizzato per la gestione del materiale proveniente dallo scavo in meccanizzato dai cantieri di Redimero e Novi Ligure.

L’area è stata suddivisa in 3 parti:

  1. La prima è attrezzata deposito intermedio del materiale scavato dalle TBM: in questa area il materiale è depositato in cumuli non più alti di 1 metro e poi movimentato per agevolarne l'asciugatura, l'ossigenazione, la biodegradazione e la lavorabilità, con l'obiettivo di renderlo idoneo al riutilizzo presso il sito di destinazione finale.
  2. La seconda è un sito di estrazione e di deposito finale dei cumoli formatesi nella fase precedente (ovvero una cava apri e chiudi).
  3. La terza ospita un impianto di frantumazione per la produzione di aggregati per calcestruzzi destinati ai cantieri del Terzo Valico.

Università e imprese: la sostenibilità nella gestione dei materiali di scavo

Il materiale da scavo prodotto dai lavori del Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi - Nodo di Genova è riutilizzato in qualità di sottoprodotto in linea con il Piano di Utilizzo approvato dal Ministero della Transizione Ecologica – Direzione Generale Valutazioni Ambiente (Determina Direttoriale DVA-0024380 del 24 ottobre 2013, ai sensi del DM 161/2012).

Il materiale di scavo, una volta estratto viene sottoposto a controlli e analisi per verificare che i parametri rispondano ai requisiti individuati per la protezione della salute dell’uomo e dell’ambiente.

Un’imponente attività di analisi che ha permesso il coinvolgimento di alcuni laboratori espressione del tessuto universitario del nord Italia.

L'Istituto di ricerca "Mario Negri" di Milano ha elaborato studi eco-tossicologici finalizzati alla definizione delle soglie di riferimento per i materiali da scavo in meccanizzato al fine di garantire il loro riutilizzo senza pericoli per l'uomo e l'ambiente. La verifica delle soglie di riferimento è affidata al Dipartimento di Chimica dell’Università di Genova.

I laboratori del Politecnico di Torino – Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture – e dell’Università di Genova - Dipartimento di Scienze della Terra dell'Ambiente e della Vita garantiscono, durante i lavori, le analisi per la determinazione del contenuto di amianto nel materiale da scavo.

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